Francesca Michielin: “a Sanremo con la mia canzone più fisica, che scava nel profondo”
Francesca Michielin torna a Sanremo a quasi 10 anni da ‘Nessun grado di separazione’. “Avevo all’epoca 20 anni, quasi 21. Ora – racconta – compirò 30 anni dieci giorni dopo la finale del Festival”. E, notizia dell’ultima ora, “faremo qualcosa di speciale, per festeggiare tutti insieme”. Ma non in occasione del festival, ovviamente.
FANGO IN PARADISO, UNA BALLAD DI CONTRASTI
L’artista sarà in gara con ‘Fango in paradiso‘: “un ballad di contrasti perché sicuramente è scritta – spiega – nella forma canonica della ballad ‘alla Taylor Swift’, che, per inciso, resta il mio riferimento per eccellenza anche se, in questo brano, “c’è anche un po’ di Harry Styles”. In ogni caso, “il testo non è da ballad sanremese. Tra grondaie, cartelli gialli con scritto che ‘il pavimento è bagnato’, edera finta…”. Insomma “non sono cose che solitamente si sentono nelle canzoni d’amore. Volevo giocare un po’ su questi contrasti e su questa storia che è finita”.
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Francesca Michielin, cover di Fango in Paradiso
“LA MIA CANZONE PIU’ FISICA”
Ma l’aspetto forse più interessante del brano è che “questa è la mia canzone più fisica, tecnicamente la più difficile che io abbia mai cantato. Credo sia perché, dopo tutto quello che che mi è successo nell’ultimo anno e mezzo, nel quale ho affrontato un intervento molto molto importante, ho dovuto lavorare su un corpo che non non sentivo più mio”. Francesca Michielin scrive infatti la canzone a fine luglio. “Mi ricordo che erano giorni nei quali non riuscivo quasi ad alzarmi al letto, da quanto stavo male”. E’ lì che scrive a Davide Simonetta proponendogli “una ballad strappalacrime”. “Ci siamo trovati in studio e questo brano è ‘uscito’ come un fiume in piena in un paio d’ore”. Una canzone ‘fisica’ “nella quale non risparmio fiato, corpo, braccia, muscoli”.
“L’INIZIO DI UN PERCORSO DI GUARIGIONE”
“Una canzone che segna l’inizio di un percorso di guarigione “da tutti i punti di vista: emotivo, fisico, a 360 gradi”. “Mi sento viva di nuovo nuovo e torna a fare musica”. “Sono una una persona che si interroga molto su come su che tipo di artista voglio essere nello scenario italiano. Non per chissà quale calcolo, ma perché ho sempre cercato in tutti i miei dischi di fare qualcosa di diverso, non per forza alternativo. Ho sempre cercato di spingere, di alzare un pochino l’asticella e, paradossalmente, questo brano potrebbe sembrare strano proprio perché è estremamente classico. Avevo bisogno di tornare a un’essenzialità anche a livello di arrangiamento”.
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Francesca Michielin. Ph: Alessandro Treves
RKOMI, CREMONINI E GINGER ROGERS
E la cover? “Da quando ho conosciuto Mirko (Rkomi, ndr), da X Factor, sogniamo di lavorare insieme”. Fino ad oggi non ci sono riusciti, ma l’occasione arriva proprio con questo Sanremo. La scelta è ricaduta su ‘La nuova stella di Broadway’ di Cesare Cremonini, “uno dei cantautori più bravi e particolari del panorama italiano”. Per altro, nel 2025 ricorrono i 30 anni dalla morte di Ginger Rogers “che per me è sempre stata un’icona. Ero super fan del tip tap da piccola. Ho obbligato a mia madre a confezionarmi un vestito”. Quindi “celebreremo anche Ginger Rogers dal punto di vista del look”. Ma in una “versione 2.0”. Certamente “Cremonini è Cremonini, quindi massimo rispetto. Ma ci metteremo qualcosa di nostro”.